Eventi e Catering

Riportiamo di seguito l’articolo di Vittorio Zuccala pubblicato su Steemit.com. Cogliamo l’occasione per ringraziare l’autore: buona lettura!


In questi giorni sto partecipando a diverse fiere e convegni alimentando l’animale sociale che c’è in me ed in questa sede voglio confrontare due esperienze vissute tra la settimana scorsa e ieri sera per trarne alcune considerazioni.

Da Moreno

Venerdì sera, dopo un evento formativo organizzato dalla Associazione Nazionale Marinai d’Italia, io e la mia compagna ci siamo recati in centro Torino con l’intento di terminare la settimana con un tocco di eleganza.

La nostra meta era il Ristorante Moreno gestito, come fa supporre il nome, da Moreno: un uomo dall’età indefinibile che lavora sui fornelli da oltre 60 anni. Praticamente da quando ne ha memoria.

Non vi racconterò la goduria nel gustarmi l’uovo con tartufo e porro e nemmeno l’estasi provata assaggiando i tagliolini al cacao amaro con scaglie di pesca ma voglio porre l’accento sull’esperienza vissuta in questo elegante locale: la cameriera ci ha accolto alla porta, ha preso i nostri soprabiti per collocarli su un appendi abiti e dopo averci fatto accomodare ci servito piatti paradisiaci versandoci da bere ogni volta che il bicchiere era vuoto.

A metà cena, come una sorta di re che esce dal proprio regno, Moreno fa capolino dalla cucina avvicinandosi a ciascun tavolo e, con fare discreto, raccoglie le opinioni dei propri commensali e li intrattiene con aneddoti legati agli ingredienti usati.
Quando arriva da noi ci rende edotti del fatto che i tagliolini al cacao con la pesca rappresentano un’ardita associazione di gusti che affonda le proprie radici in un passato lontano; ci svela i tempi di cottura del porro prima di essere adagiato ancora caldo sull’uovo e ci fa comprendere come la scelta di un Nebbiolo della cantina Ratti in abbinamento ai piatti presentati a tavola sia l’abbinamento migliore.

E’ stata davvero un’esperienza sublime!

Fast Food & Cinema

Ieri sera, al contrario, abbiamo deciso di cambiare completamente stile di serata: classico panino e a seguire film al cinema. Era da un po’ che volevo andare a vedere Jocker e finalmente siamo riusciti ad organizzare.

Da molto tempo non andavo più in un fast food ed ho subito notato quanto questo segmento della ristorazione stia cambiando l’esperienza per il consumatore. Anni fa, quando entravi in una di queste catene, trovavi le casse proprio di fronte all’ingresso.
Sapevi di doverti recare, come prima cosa, proprio li come se ti trovassi di fronte ad una sorta di altare.
Adesso le casse sono diminuite di numero e si trovano in posizione decentrata. L’utente, quando entra, si ritrova davanti alcuni grossi schermi touch dove compone in autonomia il proprio ordine, paga in autonomia con la carta di credito, prende in autonomia il segnaposto e attende di essere chiamato per prendere in autonomia il pasto. Certo, così diminuisci il personale ma tutto questo processo allontana le persone tra loro.
La cosa ancora più triste è stato vedere un enorme schermo appeso su una parete. Anche questo era un touch screen dove venivano visualizzate macchinine coloratissime che alcuni bambini spostavano tra i palazzi giocando con le dita. Ogni oggetto era brandizzato con il logo del fast food. Gli ignari pargoletti, parcheggiati dai genitori desiderosi di stare un pochino tranquilli, giocavano con una sorta di indottrinamento precoce che prevede un menù tagliato su misura per loro, giochi a loro dedicati e tutto ciò che possa servire per indurli il più presto possibile a diventare consumatori assidui.

Dopo la cena siamo andati a vedere Jocker. Arriviamo alle casse sopra le quali torreggia un monitor con una scritta nera e sfondo arancio: “Per i biglietti rivolgersi al bar”. Ci giriamo, e osserviamo sbacaliti una fila chilometrica davanti la cassa del bar dove una povera ragazza cerca di emettere i biglietti, fare gli scontrini per le consumazioni e tentare il teletrasporto tra la macchina del caffè, l’erogatore dei pop corn e la cassa.

Ok il taglio dei costi ma così si esagera davvero.

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